La proposta rivolta dal ministero della salute all’Aifa di ridurre del 70% i costi dei rinnovi dei farmaci “a bassa riduzione” è stata accolta con grande soddisfazione dai medici omeopatici. Simonetta Bernardini, presidentessa della Società italiana di omeopatia e medicina integrata (Siomi), ritiene che <<sia stata fondamentale la cordata tra aziende, medici e pazienti dell’omeopatia e dell’antroposofia.

Abbiamo scritto una lettera alle istituzioni che, per la prima volta, è stata firmata da tutte le associazioni europee del settore (oltre che da quelle italiane) e questa solidarietà  ha molto impressionato perché è stato un intervento straordinariamente compatto tra noi e le aziende>>.

Anche secondo il presidente di Omeoimprese Fausto Panni, senza un intervento di questo tipo, la registrazione dei farmaci sarebbe rimasta economicamente insostenibile: <<immagino nessuno si rimangerà quanto promesso, ma serve un decreto legge che metta per iscritto tutto questo>>, visto che <<attualmente chi vuole rinnovare l’autorizzazzione a vendere un prodotto paga 3.062 euro>>.

Proprio le aziende, spiega Bernardini, saranno i prossimi interlocutori:<<se i costi saranno effettivamente ridotti e le aziende verranno messe in condizione di registrare i medicinali, noi ci aspettiamo che li registrino proprio tutti, auspichiamo che li mantengano tutti in commercio, in particolare quelli non eccessivamente diffusi perchè è proprio grazie a loro che esiste il metodo omeopatico e antroposofico, che è un metodo indiiduale>>.

Di alcuni principi, spiega la presidentessa Siomi, possono essere venduti anche venti pezzi in un anno: <<non c’è paragone tra la spesa e il ricavo e servirebbe un ulteriore passo, stabilire delle tariffe di registrazione ancora più basse per i medicinali di prescrizione rara; all’estero ci sono molti più principi disponibili e, siccome già da due anni se ne sono perduti molti, speriamo che questa emoraggia si arresti ora, non ci sono più scuse>>.